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io sono l’indomani

03/06/2009

Miwa.Yanagi.Rotkäppchen.2004

J.S. BACH – Itzhak Perlman – Violin sonatas and Partitas – Partita No.1.in B Minor [BWV.1002] – Sarabande


Je les aime ces loups qui m’ont rendu mon loup,

Mentre dormo ad occhi aperti e improvvisamente giapponesi con la mia Nonna brutalizzata, dormiamo proprio nella Pancia del Lupo, mentre dormiamo nella carcassa calda l’una sulla guancia dell’altra io e lei su pavimentazione da macellai e ascoltiamo Itzhak Perlman che ci fa le sonate per violino di Bach, mentre accarezzo la sua ultima forma e premo le mie dita sulle mie dita per farle suonare e premo la bocca contro la sua prima forma e modello un viso di Nonna giapponese, per farne un grembo in cui assumere io stessa la forma prima della consolazione;

mi racconta di guerre orientali in cui si distendevano l’uno sull’altro i corpi dei nemici e degli amici come vecchi amanti nella stessa desertica festa da ballo da cui fuggire dalla porta di servizio,

tutti i felini della città convengono a riunione, i musi ciechi, le schiene ad arco elastici sicari per ascoltare quelle altre storie matte,

il prato automatizzato, strigliato per le feste di giugno, si divora le pareti della nostra vecchia casa come un pacifico senza leviatani, senza battaglia, e noi gridiamo dalle guance e dalle carezze: PIƯ TEMPESTA! ANCORA DI PIƯ,

 

Per la perforazione che fa il programmatore

Per l’anima forata che diventa un programma,


rammento che un cucciolo di famiglia in congelatore accanto allo stufato è una sepoltura alquanto strana,

mia madre è certamente piccolissima nel letto matrimoniale, non occupando più spazio che una bambola,

gli occhi del bambino di von trier affettuosi come un uragano si posano sulla mia buffa tachicardia dal nome Desiderio, così irreali come l’uccellino disegnato che apre nel disegno la sua gabbia,

cammino appena su questa fantasia di terremoto, e cadono al rallentatore soppalchi e affreschi di una grande chiesa con il suo san Sebastiano sanguinante, che non ho potuto fare a meno di sfiorare,

mio Fratello ispanico, avventuriero, dorme con un occhio chiuso e uno aperto con un cane di pistola al fianco, il caricatore lisciato come una donna,

sentendo un rumore dentro casa si desta a metà, poi riguadagna il letto,

e la sua Gatta dorata con gli occhi come lingotti, sopra i tacchi a forma di pugnale delle sue scarpe assassine, accanto a lui cerca la sua mano,

 

Per il lupo che appare negli occhi di qualcuno,


il Joker striscia la sua interezza contro enormi pezzi di tela come il ramponiere dissestato affamato d’aria, nero che incalza la sua bestemmia bianca, bruciando su diecimila roghi senza farsi martire, bevendo affusolata tutta intera la sua dolce maledizione contro il teatro del firmamento,

per le strade di notte il mio viso celato quando non riconosci di me che un certo stile, quando rendo me stesso un altro immaginato

 

affamate di andare a compimento tutte le loro armi di tutti gli arcieri già impennate nelle custodie, già pronte a farmi lo spettacolo di luci intrise di stupende promesse sul più bello,

 

Per questo incauto secolo per tre quarti appassito

Per gli stronzi a miliardi che fan la solitudine

 

Io sono l’indomani cantava sotto enormità, ponti coperti, e filando via in macchine rudimentali io dico solamente che ci sciogliamo in qualcosa di più che solo notte,  finchè arriva più che in fondo, arriva e basta, cos’è a fondo? più a fondo che i fantasmi nei vascelli sotto mare, e più senza guinzaglio, e al diavolo il collare,

per questo mi circondo il collo con le mani, il  gioco sognante  dello strangolatore che continua a venire e venire

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3 commenti leave one →
  1. ASnakeOfJune permalink
    07/06/2009 2:09 AM

    Si può essere TROPPO stanchi, ma non si è mai ABBASTANZA stanchi.

  2. williamdollace permalink
    03/06/2009 7:29 AM

    “Io sono l’indomani cantava sotto enormità, ponti coperti, e filando via in macchine rudimentali io dico solamente che ci sciogliamo in qualcosa di più che solo notte, finchè arriva più che in fondo, arriva e basta, cos’è a fondo? più a fondo che i fantasmi nei vascelli sotto mare, e più senza guinzaglio, e al diavolo il collare,

    per questo mi circondo il collo con le mani, il gioco sognante dello strangolatore che continua a venire e venire”

    e allora le eiaculazioni sembrano pus sgorgare dai corpi come la creatura di Eraserhead, la testa cancellata dal soffocamento con stile, la corda insanguinata di bianco, l’equatore a monumento, le fusoliere che ballano nel firmamento scottano come scottex in calore, cos’é più a fondo? è la trivella che sbuca dall’altra parte e crivella a campione fuori 1523 saltano il loro ultimo ballo mentre pigiano il tasto del semaforo pedonale aspettando la porta a vetri che si apre il carcere delle otto ore trasparente l’animale non più morente perchè già ossa con sopra attaccati vermi furiosi. Ma ne vogliono ancora. Più carne.

    • 03/06/2009 12:17 PM

      mentre pigiano il tasto del semaforo pedonale aspettando la porta a vetri che si apre il carcere delle otto ore trasparente – quel carcere esattamente quello lo valichiamo come l’ultimo dei passi fantasy per sognatori mentre è una muraglia iperrealista da scalfire a picconate e sotto i calzoni impiegatizi esotici uccelli azzurri – l’animale non più morente perchè già ossa con sopra attaccati vermi furiosi. Ma ne vogliono ancora. Più carne. – PIU’ CARNE e trivelliamo ancora più a fondo –

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