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un posto sulla terra

07/10/2009

ARTUR ARISTAKISJAN - Mesto na zamle

e badate bene che non siamo una razza eletta,
e badate che agli eletti non abbiamo mai creduto.
il segno d’elezione al massimo è una ruga casuale, un blocco intestinale passeggero. il sangue che versiamo è in nome dell’unica causa possibile: il non senso. Il senso unico possibile è quello, plurale, dei sensi.
I sensi è toccare con mano quanto è calda e consistente la materia fecale delle contraddizioni intellettuali, e quanto sono fresche e ariose invece le carezze.
Un posto sulla terra. Laviamo gambe rattrappite con i capelli più morbidi. Ladoni. Un vecchio senza mani racconta di come gli furono tagliate per amore, e di come cercava di gettarsi giù da una finestra cadendo sempre in piedi. Una vecchia porta curva una cassa con la testa del suo amante-stupratore, covandola come una chioccia. Un vecchio gioca con i piccioni spalancando la bocca senza denti. Una vecchia porta tra le braccia un tronco di marito, che parla ancora e ancora muove le mani. Nei siti di bizarro estremo due paraplegici ventenni giocano a scopare.
I sensi non hanno bisogno di manifesti. I manifesti non hanno bisogno di noi.
Ma noi abbiamo bisogno dei sensi. Incolonnati nel girone delle catene da macelleria industriale,
l’unico colpo terroristico possibile è addentarci a carne viva. Mentre scrivo mezza nuda sui tetti il bordo tagliente della realtà mi stampa un marchio non eletto sulla carne non eletta, solo senziente: il vecchio gioco degli eletti perde colpi. non è piacevole morire sulla croce, è molto più piacevole sentire il tuo nome sussurrato nel buio. o qualcosa del genere. la sapeva lunga il vecchio capitano fuori a pranzo. lasciatemi con i miei gatti e mia moglie. le corse di cavalli e le bevute sono solo corollario. la carezza della realtà ha pugni sottili. spaccatevi il setto nasale prima di pisciar sangue dal naso.
e di eletto abbiamo solo una carne non eletta.
che voialtri la immoliate a dio, a una missione o a una causa, siete sempre araldi di qualcosa. voi senza bandiera, pur sempre sbandieratori. fate piuttosto della carne viva la vostra bandiera. non sto parlando di body art. non sto parlando di arte. non c’è nulla di artistico nel sopravvivere senzienti. siate viva carne affamata, costipata, da abbeverare. quando non siamo carne, siamo pronti per i vermi. abbandonate la paccottiglia dei principi. fatevi carne avida prima che carne marcia, dolorosa e non sacrificale. sull’ultima delle vostre madonne laiche, la teoria degli eletti, se avessi un cazzo potrei pisciare ad arabeschi, profumata di sudore africano, crepando di qualche malattia rimbaudiana. ho spedito dolci a mia madre, dolci per i suoi occhi dolci. la supernova incandescente pulsa a distanza come un faro per aerei che non vogliono atterrare. ci prendiamo cura solo della carne viva, sbagliata, monca, radiosa. persa la grazia e la ferocia degli animali, non ci resta che la nudità e l’errore. senza gambe non scriveremmo grandi romanzi, senza gambe ci somministreremmo a vicenda una dose mortale. senza gambe e senza braccia e senza genitali e senza le nostre voci no, non troveremmo una causa maggiore. la carne è la grande ragione. nietzsche è crepato pieno di pietà per il mondo che non capiva questa semplice frustata amorosa, un mondo incarnato in un cavallo. noi, molto più piccoli di lui, della pietà possiamo fare a meno.

un posto sulla terra e non altrove

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4 commenti leave one →
  1. 07/10/2009 9:50 PM

    sempre è una parola grossa. pochi possono vantarsi d’averla conosciuta, io sì.

  2. 07/10/2009 7:34 PM

    no, non abbiamo mai creduto.
    terra e badili. questo sì.
    carne senza cerotti.
    nemmeno seta ma cotone ruvido
    l’estasi troia
    la cazzo di isola
    è anche essa una illusione
    bestie e immagini
    angoli degli occhi
    cavalli puritani
    fumogeni da salotto
    non scriveremo più con l’inchiostro
    a salvaguardare l’idea di decadenza
    di quello che è altro
    e non ci appartiene
    anonimi o non anonimi
    noi siamo
    comunque

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  1. apocalisse #23 “e tuttavia continui a non aver voglia di morire” « The future is just a fucking concept

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