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apocalisse #30.1

27/11/2009

i modi in cui si muore sono ben più di centoventi, l’elenco dei dispersi è un serramanico che spunta dalle tasche, fittasi appartamento signorile con fuga di gas compresa nel prezzo. per quegli altri è un incidente.

lo sterno da uccellini che fa gabbia, la rotula slogata che manda a segno i piccoli campioni di basket su corpo, gli omeri da bianche ali su cui cresce erba matta, le dita dei piedi frastagliate che si aprono a mazzo di carte da scala40. Le bretelle di nervi che sorreggono il costume da pagliaccio, i ratti ricci e magri dei capelli che scendono bagnati sulla schiena immondezzaio, la pista polistil dei femori che crocchiano e si spaccano con piatti, fanfara e sonagli, i dolci di natale genitali.

danzare in prossimità dell’astronave non ci impedisce di guardare l’ora, poi possiamo ringhiare al calendario quanto ci pare. ma danziamo sollievo scintilla razza acuminata lebbra bella, febbre gialla…

difficile cartina senza legenda: i nei disposti così e le vene affastellate, non vogliono dire un cazzo, o sono un presepe borgesiano? se tocco un libro in questo mausoleo lo avrò già letto? se avvolgo anche un capello intorno al dito saprò abbastanza presto che il tatto mi tradisce come gli altri sensi? che era un’illusione bastonata, lo sapevi già, codarda. il tempo, quel pacifico monaco con più denti di un’orca assassina, bacia le nostre ciminiere arruffate, tangenziali vermiglie. fotte da ogni lato le nostre ore fragranti, compra loro regali e gelati. blandisce con fischietti e ventagli. non sono un buon selvaggio, vecchio tempo. non mi dai tempo. bisogna che io faccia selezione ancora un poco, e legga solo ciò che parla la possibilità di una scintilla per gettare i cavi da una vecchia macchina in macerie all’altra, probabilmente le nostre macchine incidentate fumando bevono il bicchiere della staffa più sagge di noi, mano nella mano e anche chiodi sotto le unghie del pensiero metafisico




lui che sapeva non solo quanto fosse difficile ma quale fosse la posta in gioco:

non farsi ipnotizzare dall’ininterrotto monologo che si svolge dentro la testa

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3 commenti leave one →
  1. 7E5K permalink
    26/02/2010 6:14 PM

    IL PROSSIMO FLASHBACK

    Sublimi sinfonie batteriologiche daranno l`attacco al piu`dolce dei silenzi e per la prima volta in assoluto anche il demiurgo conoscera`la solitudine!

Trackbacks

  1. apocalisse #30 la possibilità di una scintilla « everything I've ever let go of has claw marks on it [dfw]

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