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“non sapete niente del tradimento finchè non è il vostro (corpo) cervello a piantarvi in asso.”

24/12/2009

rick moody, purple america (1998)

[…] E’ qui che avviene la rigidificazione. Come evocata dalla solitudine. Nello sterno. Un nodo al petto, e poi una fitta che corre lungo l’addome, cui rispnde un colpo nella zona lombare. Tema e variazioni.  Davanti e dietro.  Complementari del dolore. […] e poi la più ridicola variante di tutta la faccenda, dolore ai denti, Cristo santo, denti che perlopiù sono incapsulati e cementati dopo una mezza dozzina di bonifiche dei canali fradici – e strilla, e le fitte balenano e ingannano. Proprio mentre sta cercando di venire a patti con questo menu, gli occhi cominciano a rabbuiarsi, prima ai margini, un chiaroscuro, cecità chiaroscurale nella quale riesce a discernere il lavandino, l’asciugamano blu, le bollicine scintillanti, ma la porta è scomparsa, drappeggiata di grigio, e poi lo specchio e la lampada sono offuscati, e c’è qualcosa che le punge il palato, come se masticasse puntaspilli, e gli occhi sono spenti, e galleggia nell’acqua, nel silenzio, con fitte in ogni enfia giuntura, i muscoli annodati e a spirale, il respiro corto, il rullante tuono degli spasmi che spazza via anche le funzioni autonome, e il respiro se ne va prima che se ne vadano i sensi, Jane, Jane, richiami così frangibili, così friabili, e le gambe si danno alla solita danza spasmodica, l’acqua ribolle, un pugno percuote le pareti della vasca, e soprattutto una gran sete, se potesse organizzarsi per andare sott’acqua, il dolore dardeggia dal davanti al dorso, è impalata, inchiodata, sventrata dall’agonia, e adesso le mascelle si serrano, Jane, Jane, ti prego, se solo potesse scivolare sotto la mezzaluna della vasca, e la luce abbacinante erompe, riconoscibile a posteriori, cioè solo dopo il suo alone, la luce abbacinante dei collegamenti malfatti, memorie impilate indistintamente in una memoria sottovuoto, scoppio di luce, scoppio di memoria, ripiegata su di sè, una brama, un desiderio ardente in un istante, e poi la coscienza china di lato, un viluppo d’amore, dell’amore di madri e figli. La bocca comincia a schiumare. […]

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