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Che rumore fa la fuga? Il rumore delle porte della metro.

02/02/2010

Alex Lingua Muta, ma non è vero, perchè è il silenzio che sta dentro di noi, burattinaio ladro ventriloquo, faccia collegata ai nervi e ai tendini, volto collegato al corpo da fili invisibili, Denis Lavant di arrogante giovinezza, molla Lise, che è Julie Delpy a diciassette anni, madonna segnatempo con sigaretta in bocca e stracci da diva del muto in miseria, immagine di grazia che riesce a non essere sfrontata. Si tratta di fare un colpo, fare il botto, in effetti, scoppiare: impossibile continuare a toccarla per Alex che è ancora più un orfano che un gangster. succede al buio per Leos Carax,  in una notte mezza alba lampeggiante di commozione e incendiaria, come se a riprenderla fosse sempre un lettore solitario appassionato di romanzi gialli tascabili, copertine sporche e disegnate bene che raccontano i tratti della vita. La fuga è una lettera che è stata scritta poco prima, come dettata al telefono o lanciata in un groviglio di tubi delle poste di quarant’anni prima. Si fugge correndo e non parlando, spostando il peso da un piede all’altro. La fuga è diretta come un proiettile. L’inseguimento nella metropolitana è una riedizione amara di una di quelle corse romantiche che le figurine di carta fanno da una pagina all’altra di un album da colorare. Dopo che le porte si sono chiuse, Alex che è solo azione fa il mimo del suo sentimento, fingendo le pugnalate che si è appena dato e che ha appena dato.

[Mauvais sang], di Leos Carax, 1986, Francia

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8 commenti leave one →
  1. 19/02/2010 8:45 AM

    magnifica immagine.

  2. 04/02/2010 3:15 PM

    il rantolio della voce che esce da una gola fontana oppure beethoven suonato da gaspar noé i giocattoli han fuori le molle

  3. 04/02/2010 12:00 PM

    @ethanjude, dice w. perversa necessità più che energia, anche per me.
    se davvero conoscessimo profondamente delle cose, forse non scriveremmo tanto disperatamente, come quei giocattoli educati a tornare indietro e riprovare quando sbattono contro un ostacolo.
    @snakeofjune, fratello
    (è un serpente di giugno, Tsukamoto, tumori che fioriscono, piogge torrenziali, fotografare, un altro “preferisco ricordare le cose a modo mio”)
    mi fai venire in mente un’altra domanda forse più importante, che rumore fa la fine? anzi, a questo punto. che rumore fa il tentativo.

  4. ethanjude00 permalink
    04/02/2010 10:51 AM

    W: se sei malato tu lo sono anch’io! W l’energia e quel che è! “e in un milione di stanze gli amanti giacciono intrecciati, e perduti, e malati come la pace. Non possiamo svegliarci, dobbiamo noi per sempre amici cari, morire, nel sonno”

    J: Sì sì, per me anche. Bel nick comunque, un serpente, una nudità di June, o almeno così lo leggo.

    Vabbé comunque adesso basta che già mi sento un po’ tonto, diciamo così

    faccio parlare un po’ il cinema va… ^^

  5. ASnakeOfJune permalink
    04/02/2010 2:45 AM

    LA FINE è solo un tentativo di imparare a volare. Di imparare a fuggire. E l’importante è il tentativo, non la fine.

  6. 03/02/2010 8:43 PM

    sul film se vuole risponderà J. anche perché non l’ho visto, io posso dire che la passione sì, ma come sai, o si esprime in tutto oppure difficilmente essa (la passione) intende selezionarsi o autoselezionarsi, e non intendo “le cose” o le arti che ci “appassionano” ma la passione insomma, quella che ti fa avere anche una vita di merda! che insomma ti fa cozzare contro gli scogli anche in mare aperto, bè sto perdendo il filo, Grazie, W la Grazia!

    sul primo p.s. assolutamente sì

    sul secondo p.s. direi di no, a meno che tu non sia me, come io non imparerò quello che sai/sei tu non essendo te, non lo so, domanda difficile, risposta non all’altezza.. ma poi, parlo per me, conosco poche cose, è che il tentativo, l’autotentativo mi coglie di soppiatto e mi si rovescia dagli occhi, perché non è una cosa cosciente, è quello di sbudellare le cose dal di dentro, mostrarne parti attentamente occultate, non lo so, vaneggio, insomma la passione! sì, ecco l’energia non lo so, forse più una specie di perversa necessità con i suoi lati malati anche.

  7. ethanjude00 permalink
    03/02/2010 8:28 PM

    Leos Carax!

    Comunque mi devo complimentare davvero con voi, dai vostri scritti emerge una passione ed un’energia tale da farmi sembrare di essere nuovamente a vedere il film. E’ stupendo!

    W la nouvelle vague, W la new wave francese! W la New French Extremity!

    P.s. ma anche voi volete entrarci nella testa?

    P.p.s. ma c’è un modo per imparare in un mese tutte le cose meravigliose che conoscete e che traspaiono dai vostri blog?

    Forza così, un vostro fan ^^

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  1. CANNES 65: film in concorso che aspetto un po’ meno della rivoluzione « constant shallowness leads to evil

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