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crr ack

04/02/2010

Mai provato quella telefonata in cui berresti anche il respiro dal raggio di una cella, Mefistofele in persona che consente a quella voce di raggiungerti nel luogo più paradossale, dove il piano ammutolito ti ricorda che una festa è l’universo ristretto in cui sentirsi un insetto al microscopio delle singole paure? Una nuova e oscura solitudine che gioca con le ossicine delle celebrazioni di giorni speciali? Mai tentato di comprendere qualcosa di più che l’insensato movimento della fragilità altrui  – potremmo mandarci degli sms – via radiazioni, via radio, via radar, montato su una nave che collassa nello Zenith di tutte le tempeste? Mai toccato con il piede una moquette come se fosse terra aliena e poi arriva come un’ambulanza, come un’emergenza a quattro corsie, come una zavorra che si sfracella sopra i tavoli a buffet?

E se accade, accade proprio mentre piove, dove sedie da cerimonia mute come tombe accolgono ettolitri al minuto e la condensa, più che ai vetri, ti si è incollata al cuore? crack?

[Two Lovers],  James Gray, 2008, USA

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