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coprifuoco

25/03/2010

Qualcosa che resiste luminoso alle brutte maglie dell’abitudine, agli assalti del tempo, alle asprezze della ragione, alla grottesca scoperta di cose diverse da quelle immaginate e sperate, ragnatela illuminata dal di dentro come una lampada cinese, gettatevela addosso come una stola imperiale e battete le strade sconvolte dalla guerra intestina di ciascuno di noi, se la trovate. Qualcosa che si fa beffe delle distanze invalicabili e dei minimi scarti tra desiderio e morte del desiderio (qual’è il contrario dell’amore? l’odio. – la disperazione. Il contrario dell’amore è la disperazione).  Siate quel coprifuoco.

Lanciate le ghette, le sovrascarpe, gli ombrelli e le ginocchiere nel canale di scolo più vicino, se volete guadare il fango, lasciate che vi sporchi. Non c’è macchia da lavare che non sia subire l’ingiuria di una vita smessa, non siete un abito sgradito destinato ai poveri, non un vecchio cuoio di cavallo che si fa ferrare. Non vi hanno fatto con la garanzia, dovete sapere che ogni tanto sarete sbiaditi, pallidi avventurieri, così trasparenti al mondo da diventare un paralume, una carta sottile che avvolge i dolci, un acquerello dozzinale. non importa.

Siate quei due accordi che fanno allargare le braccia, siate uno che cammina a tarda ora e viene investito dall’onda d’urto dei suoi stessi passi sgraziati dentro le sue proprie notti bianche. siate l’atomo che fa il terrorista, se ne incontra un altro, siate un gemito che sgretola i muri sottili delle case popolari, un corpo che sfrega contro un altro la filigrana della sua ignoranza, della sua compassione per caso. siate un singhiozzo che non se ne va, se vi pare, ma siate

[siate un accordo]

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2 commenti leave one →
  1. ASnakeOfJune permalink
    31/03/2010 4:46 PM

    Ottimista. Lo stesso essere mi sembra uno stato perenne di convalescenza.

  2. 29/03/2010 10:34 AM

    “Non vi hanno fatto con la garanzia, dovete sapere che ogni tanto sarete sbiaditi, pallidi avventurieri, così trasparenti al mondo da diventare un paralume, una carta sottile che avvolge i dolci, un acquerello dozzinale.”

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