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And then i see a darkness

18/01/2011
Non tocca a te preoccuparti di tutto.
Il bambino disse qualcosa che l’uomo non capì. Cosa? disse.
Il bambino alzò gli occhi, il viso sporco e bagnato. Sì, invece, disse. Tocca a me.


[The Road, Cormac McCarthy]


Ho solo eseguito gli ordini.


[un sacco di gente]


 

 

The Road by ©Karezoid - inspired by the novel "The Road" by Cormac McCarthy

The Road by ©Karezoid - inspired by the novel "The Road" by Cormac McCarthy

 

Come ogni volta che mi azzardo a conversare con qualcuno, l’argomento, anche il più inoffensivo, muta dolcemente in: Cecità, pandemia, guerra nucleare, attacco batteriologico, atomica, tortura, rapina, stupro, apocalisse. Orda di zombi affamati, quelli che hai amato che mutano, assenza di elettricità, di cibo, armi, di speranza, cannibalismo, suicidio, distruzione totale, fine. In parte è una carezza al mio immaginario catastrofico, poiché coltivo l’ossessione, e  forse l’illusione, che di fronte a una situazione di panico totale, più probabile di quanto non vogliamo ammettere, di ogni individuo riaffiori in pochi istanti la sua vera natura. Che cadute le insidiose stampelle, le reti di salvataggio, le strutture sociali e con quelle anche ogni preoccupazione sul giudizio morale di qualcun altro, si mostri con tutta evidenza l’assenza di un telaio: si squarcia il tessuto serico, a nudo l’assenza di un supporto. Che venga fuori finalmente un piano del reale, e i cadaveri sono i legami che abbiamo stabilito, le paure che abbiamo coltivato, le psicosi che abbiamo nascosto. E finalmente potrei vedere l’amico che ignora l’amico, la madre che abbandona il figlio, l’amante che fugge, ma anche uno qualunque che si getta nelle fiamme senza calcolo, senza eroismo, solo per istinto di sopravvivenza condiviso con un altro essere umano. Non sarebbe un eroe, maledizione, ma una Persona. Insomma sono in cerca di Persone. Tu cosa faresti? Siamo ancora i buoni? Lo saremo qualunque cosa accada? Non bastassero guerre, carestie, epidemie di tutti i tempi, e per altri versi auschwitz, abu ghraib, tutte le parole che possiamo spendere sull’indicibile esperienza della reificazione, della spoliazione programmatica di ogni umanità, dell’autorità e dell’obbedienza, gli esperimenti di psicologia sociale (ma basta l’esperienza di ogni giorno) dimostrano inequivocabilmente come la maggioranza della brava gente non aspetti che un ordine e una rassicurazione per trasformarsi in carnefici dei propri simili, figuriamoci quando sembrano essere le circostanze a imporglielo. Io non faccio niente di speciale. Mi porto semplicemente avanti: mi comporto oggi come se fossimo in stato di allarme. Le persone per cui mi batterei fino alla fine si contano sulle dita di una mano, ma morirei di fame prima di mangiarle. Ad ogni modo, ieri sera mi sono imposta di uscire perchè ero in cerca di avventure, nel senso dell’avventuriero. L’unica che avrei rimediato alla fine sarebbe stata una colluttazione con una specie di laida e triste puttana ondeggiante, imbastardita dall’assenza di pensiero cosciente, che mi ha comicamente minacciato sbandierando certi supposti tre anni di galera, neanche la parodia di un villain dei polizieschi, ma il mio rifiuto alla sua traballante proposta di “farci una foto insieme” non ha avuto altre conseguenze. Mi dicono: asociale, drastica, attaccabrighe. Curioso… è incredibile come il mio semplice porre una distanza sia per tutti più sconvolgente che subire una presenza. Fortunatamente, la mia minima avventura è stata riconoscere l’emissario del bene in questo squallido circo.  L’unica Persona sana tra di loro, tra quelle pallide facce scolorite, gonfie, sadiche, dagli occhi vuoti, moleste, una vera e propria ondata di Male – mi arrivava la zaffata orrorifica della loro disumanità, e credimi non c’è puzzo peggiore – l’unica presenza umana che emanasse calore, era un grosso barbone in cerca di birra che alternava vaneggiamenti sulla coprofagia a lunghissimi minuti di silenzio calmante a lenti tentativi di citare le letture di una volta, i manuali di psicopatologia, la sofferenza comica dei suoi anni, giri di parole rallentati, come un delay della persona che era. Io, notoriamente un pessimo ascoltatore, in questi casi rari divento una conchiglia, un orecchio teso, una tavola da dadi. Aspetto il tiro, la conta e lo strappo, e potrei aspettare per secoli. I suoi occhi erano calorosi e umani come gli occhi di un cane, quasi infastiditi dalla mia serietà, e certe volte perduti e vani, i suoi occhi fotogrammi e la pellicola una tragicommedia. Gli ho chiesto cosa ha imparato sulla vita e sulla morte dai suoi vent’anni da infermiere e mi ha risposto niente sulla morte perchè la malattia non fa imparare nulla. Sulla storia della mia vecchia – a questo punto sono io che vaneggio – mi guarda quasi con compatimento, a ragione. Mi dice con la sua parlata oracolare da romanzo: “In strada vedo una moltitudine di gente, ma non posso giudicare da uno sguardo”. Gli ho chiesto allora perchè vivere e mi ha risposto semplicemente: “perchè sono vivo”.

 

Tocca a me, ti tocca. A chi altri se no.


Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c’è dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e di bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te“.
[The Road, Cormac McCarthy]

 

The Road II by ©Karezoid - inspired by the novel "The Road" by Cormac McCarthy

The Road II by ©Karezoid - inspired by the novel "The Road" by Cormac McCarthy

 

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5 commenti leave one →
  1. 19/05/2011 10:15 AM

    @scompenso: curioso che tu ci veda delle certezze in questa storia. in realtà chi scrive è uscito da questa serata (reale) senza neanche la consolazione della Parola Illuminante che si aspettava (pateticamente) dal barbone, dal suo precedente contatto quotidiano con la morte, dal suo attuale contatto con la necessità della sopravvivenza.

  2. 19/05/2011 8:03 AM

    …ma quante certezze…

  3. 20/01/2011 12:12 AM

    No. Non siamo più i buoni (sempre ammesso che lo siamo mai stati). Ma non ti sbanerei, comunque dovesse andare.

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