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Divergenti 2011. Angel, di Sebastiano D’Ayala Valva

01/06/2011

ANGEL (2011) DI Sebastiano D'Ayala Valva
Iniziamo dalla fine: la Mujeron, che fino ad ora ha messo a nudo ogni parte di sè, accosta la tenda rossa di cabaret, dietro alla quale svolge il suo hard work determinata come una creatura dickensiana, una persona che come Atlante, porta l’intera volta celeste sulle spalle: per quanto possa fare, la sua famiglia aggiungerà una stella, un pianeta, un peso insopportabile al carico già al limite. Cominciamo dall’ora di mezzo, l’ora dell’imbrunire, quando non si distingue più il cane dal lupo, per un film che sceglie di abbracciare onestamente la contraddizione irriducibile. CONTINUA QUI

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