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Al fondo dell’Europa

16/03/2012

prologue - Béla Tarr

Bergamo Film Meeting 30: Altri undici corti del progetto collettivo Visions of Europe, realizzati nel 2004, alle soglie dell’unione: sono passati otto anni e alcuni di essi si sono rivelati profetici e sorprendentemente attuali. A raccogliere simbolicamente i loro percorsi arriva Die Mitte del polacco Stanislaw Mucha, documentario brillante e rocambolesca avventura nel cuore della Mitteleuropa.
Potentissimo è Prologue, di Béla Tarr. Puro cinema: quando la bellezza e l’essenzialità (non semplicità) dell’idea è pari alla sua portata umana e esistenziale. Solo la tensione sonora del complice di sempre Mihály Vig, lo straordinario bianco e nero di Fred Kelemen e un’ unica carrellata da brivido, lenta ma fulminante, su una lunga fila di persone in coda: centinaia di vecchi, donne, giovani, tutti con i volti segnati dei poveri della terra.
Prologue
è l’attesa, svelata solo alla fine, di una piccola razione di cibo, distribuita da una giovane donna sorridente: un prologo, appunto, quello che inaugurava la tragedia greca, che nel corto di Tarr rappresenta un inizio, ma anche un “nel mezzo” o la impossibile fine di una camminata sempre uguale, tra la miseria, la sopravvivenza e la ricerca di quel fondo in cui si nasconde, umile e colpita da ogni lato, ma difficile da sradicare, la dignità.
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