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CANNES 65: film in concorso che aspetto un po’ meno della rivoluzione

20/04/2012

DE ROUILLE ET D’OS di Jacques AUDIARD

CANNES 65 - Jacques AUDIARD, DE ROUILLE ET D'OS

Tratto da uno degli esordi più devastanti che abbia letto da anni a questa parte: Ruggine e ossa. Una manciata di racconti in qualche modo collegati ma indipendenti tra di loro, spiazzanti e disperati, di un giovane canadese, Craig Davidson. “Spezzano il cuore più allenato”, dicevo: proprio così’.
Mi fido ciecamente di Audiard – penso ancora a Un Profeta dopo tre anni – e trovo eccellente la scelta di Matthias Schoenaerts di cui mi sono innamorata in Rundskop: bravissimo a concentrare in una massa muscolare come di troppo, malinconica, goffa, sbagliata, l’errore che è diventata la sua stessa esistenza.

HOLY MOTORS di Leos CARAX

CANNES 65 - Leos CARAX, HOLY MOTORS

Il re più spavaldo, coraggioso, che non teme di mettere nella stessa immagine il lirismo romantico più intenso e l’oscurità più cupa, è tornato.
Denis Lavant, uno che si porta cucita sulla pelle la sua condizione di attore, uno capace di ucciderti con un ballo, è con lui. Non dico altro.

AMOUR di Michael HANEKE     

CANNES 65 - Michael HANEKE, AMOUR

Haneke sulla vecchiaia, la malattia (di quelle degenerative) e la morte. Alcuni registi si avvicinano a questi temi sulla soglia di una certa età, e anche se
Haneke non ha mai mancato di ragionarci su in vari modi, sento che questo potrebbe essere un capolavoro, e forse vicino alla visione della vecchiaia di Jean Améry in Rivolta e Rassegnazione.

LAWLESS di John HILLCOAT

Nick Cave e John Hillcoat ai tempi di The Proposition

Speriamo che Hillcoat abbia abbandonato quel po’ di didascalico che c’era ancora in The Road, per fare un western atipico ma rigoroso, come a suo modo era Meek’s Cutoff della Reichardt. Scritto e musicato da Nick Cave (e questo sarebbe già sufficiente) è pieno di rughe e di abbronzature desertiche e impolverate (gli eroi Gary Oldman e Guy Pearce), e posso ben dire che gli australiani hanno una marcia in più anche nella scena indipendente.

POST TENEBRAS LUX di Carlos REYGADAS  

CANNES 65 - Carlos REYGADAS, POST TENEBRAS LUX

Post Tenebras Lux - Reygadas

Di questo film sappiamo pochissimo. Qualcosa mi dice che possa essere l’Hors Satan di Reygadas. Reygadas e Dumont stanno conducendo in qualche modo un percorso simile: verso una spiritualità a volte demoniaca (nel senso del δαίμων) estatica, totalmente priva del fanatismo delle religioni organizzate e quasi animista.

MUD di Jeff NICHOLS  [anche qui]

CANNES 65 - Jeff NICHOLS, MUD

Il suo secondo film Take Shelter mi ha avvinto per diversi giorni. Difficile parlare dell’angoscia per il futuro che viviamo oggi con maggiore perizia di quel piccolo film che sembra ricamato sugli scatti nervosi, le gocce di sudore e gli sbalzi emotivi di un grande Michael Shannon. La sua teatrale uscita di senno profetica all’interno della
piccola comunità che non vuole vedere mi ha commosso, perchè forse è quanto vorremmo fare tutti e poi ci impediamo di fare per non
essere internati. Quindi sono molto curiosa di vedere questo terzo film.

PARADIES : Liebe (PARADIS : Amour) di Ulrich SEIDL 

CANNES 65 - Ulrich SEIDL, PARADIES : Liebe (PARADIS : Amour)

Che è il primo progetto dell’austriaco di una trilogia sul mondo moderno. Qualcuno può considerare Seidl un provocatore, ma la sua visione della società, che ho sempre associato a quella di Michel Houellebecq e che pesca senza paura dalla tradizione dell’azionismo viennese, è per me totalmente condivisibile.

JAGTEN (THE HUNT) di Thomas VINTERBERG   [anche qui]

CANNES 65 - Thomas VINTERBERG, JAGTEN (THE HUNT)

Dopo Festen, Vinterberg ha cominciato a suonare come un bluff e a fare delle cose strane. Di recente ho apprezzato Submarino, però (tratto da un romanzo di Jonas
T. Bengsson) che tra certe ingenuità raccontava bene una storia di solitudine metropolitana, ma soprattutto di ingestibile paternità e
impossibile fratellanza, una questione che mi affascina a priori quanto i morti viventi e la postapocalisse. The Hunt sulla carta sembra una versione aggiornata e corretta di Scene di caccia in Bassa Baviera, e  se c’è una quarta cosa che mi affascina a priori, è il meccanismo per cui basta un niente per vedere ricomparire i forconi, le torce in fiamme el’isteria collettiva. Vediamo.

THE ANGELS’ SHARE(LA PART DES ANGES) di Ken LOACH

CANNES 65 - Ken LOACH THE ANGELS' SHARE (LA PART DES ANGES)

Perchè gli unici di cui vale la pena raccontare ancora la vita sono i proletari. E basta.

VOUS N’AVEZ ENCORE RIEN VU di Alain RESNAIS 

CANNES 65 - Alain RESNAIS, VOUS N'AVEZ ENCORE RIEN VU

Resnais + Mathieu Amalric + Orfeo e Euridice.

COSMOPOLIS di David CRONENBERG  

CANNES 65 - COSMOPOLIS, David CRONENBERG

David Cronenberg, nonostante le perplessità, so che tu non puoi che aver fatto bene, e sfruttato il volto irritante del vampiro casto Pattinson nell’unico modo possibile, un po’come Avary fece con James Van Der Beek (da Dawson’s Creek alla psicopatia). Io lo spero. Paul Giamatti nelle prime foto sembra uscito dritto dritto da eXistenZ, su Mathieu Amalric non voglio ripetermi, lo si può tutto sommato solo adorare, e la perversa dolcezza di Samantha Morton non viene utilizzata a dovere dal video dei The Horrors in cui la testa le esplode in forma aliena.
E poi DeLILLO. DON DeLILLO. Spero però che nessuno osi mai tentare un film da Underworld.

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8 commenti leave one →
  1. 21/04/2012 9:36 AM

    aspetto come tutti gli altri poveri stronzi

    • 21/04/2012 2:32 PM

      eh, aspettiamo insieme allora. spero in qualche rassegna, anche se facile che non si caghino i film che mi interessano di più. se poi spunta fuori qualcosa di disponibile ti avviso, come sempre.

      • 22/04/2012 10:53 PM

        aspettiamo… ancora non ti ho ringraziato abbastanza per hors satan

      • 23/04/2012 1:13 PM

        l’hai visto alla fine? io devo recuperare tutti gli altri, finora ho visto solo i primi due.

      • 25/04/2012 1:24 AM

        l’ho visto, hors satan. davvero un’esperienza abissale

  2. 21/04/2012 8:49 AM

    quante belle cose. ma vai a cannes o aspetti pazientemente come tutti gli altri poveri stronzi?

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