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Ancora in fondo al pozzo

27/02/2013

oshima1

 Tōkyō sensō sengo hiwa

Poi mi accuccio dentro Ōshima, a lui chiedono se non è per caso la protervia singolare dei suoi amanti che scatena la caduta, la loro particolare voracità, l’arroganza, la hýbris, eccetera eccetera. E lui risponde (senza enfasi, come a colazione):

Cerco di rappresentare la condizione umana nella sua fase primordiale. In questo senso, il film risale alle radici dell’intera vita, più profondamente del precedente. Gli amanti sembrano scagliati nell’inferno a causa delle loro pulsioni, ma a mio parere, sono il rombo della terra, il soffio del vento, il fruscio degli alberi, i canti degli uccelli e degli insetti, in breve, tutta la natura, sta guidando gli amanti verso l’inferno. […] Né il sesso né l’amore hanno alcun significato. La vita stessa non ha alcun significato. E se non ha senso, non è forse l’inferno? Tutto quello che posso fare è esprimere e proiettare davanti a te la vita umana, nella sua assenza di qualsiasi significato, questo inferno, che per me è sempre bellissimo”.

Nagisa Ōshima. Ancora in fondo al pozzo
su Sentieri selvaggi Magazine n. 05 gennaio/febbraio 2013
free download qui

in fondo al pozzo

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