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Prologue

01/03/2013

Tutto ciò che rimane è tempo. Questa è probabilmente l’unica cosa che è ancora vera – il tempo stesso: gli anni, i giorni, le ore, i minuti e i secondi“.
Béla Tarr

Alla porta della trionfante UE, nel 2004, a 25 registi viene chiesto un cortometraggio rappresentativo del futuro dell’Europa. Massima libertà espressiva, ma si intende, l’operazione potrebbe essere celebrativa. Béla Tarr non ci sta e questo è il prologo sferzante, la cosmogonia: buffa creatura l’uomo, che si ostina a non morire. Premonitore di ciò che assomiglia sempre più all’oggi, ma spazio e tempo si sono già dissolti sui volti di ogni uomo in fila, ciascuno elencato, col suo nome, nei titoli di coda. Questo è ciò che è sempre.

 

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