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MARNERO – SPECCHIO NERO

20/07/2016

Terzo video estratto dall’album LA MALORA /2016
LA MALORA DISCO/LIBRO

OUT ON: Sangue Dischi, To Lose La Track, Shove, Fallo, Escape from Today.

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Il libro LA MALORA di J.D. Raudo
è edito da BéBert Edizioni

montaggio: Sav.F.TheNinja
______________

Lyrics:

SPECCHIO NERO

Come il mare che non smette mai di muoversi
sotto la lastra di ghiaccio, la verità
ha i bordi frastagliati di un iceberg che si scioglie
in un irreversibile passaggio di stato.
Una Taverna alla fine del mondo
avanza inesorabile e crolla su se stessa.
Un tavolino ribaltato piega verso uno Specchio
increspato come il male.
Nel vetro oscuro la lastra frantumata non riflette più niente.
Un mare di tenebra dentro, un gorgo nero, e davanti Noi.
Noi amici del conflitto e nemici della guerra.
Noi senza divisa che ci siamo rifiutati di militare.
Noi che ci siamo visti la nuca.
Noi che non abbiamo saputo dire “Noi”.
Noi, una minoranza che si è aggrappata al Nulla.
Noi che combattiamo la tirannia dell’Io.
Noi che combattiamo la tirannia del gregge.
Noi che abbiamo cercato un’altra posizione
sulla stessa barca e nello stesso tavolino.

Dopo il primo passo, oltre la prima soglia,
tutto è già dietro di miglia.
Col cuore squarciato dal vuoto,
squarciato dall’assenza
(il vuoto nel cuore nel cuore del vuoto).
Si può guardare attraverso, si può andare verso
un Come, un Eppure, un Altrimenti diverso.

Nulla è meno probabile, nulla è più necessario.
Nulla è meno probabile, nulla è più necessario.
Le condizioni cambiano sempre.
Bisogna dare forza alle mani, agli occhi,
agire lo Scarto, non accettare niente di meno
dell’orrore e del sublime,
misurare le nuove distanze, le condizioni cambiano sempre.
Ci sono braccia, gambe e dolore abbastanza per farlo.
La Taverna non c’è più, espulsa, buttata via,
come una placenta dopo il parto.
Il Pendolo è in fiamme, e noi siamo feriti,
il vento violento diventa un respiro.
Bisogna andare avanti anche se avanti non c’è nulla.
E allora?
Senti il Suono della Malora.
Senti il Suono della Malora.

Nulla è meno probabile, nulla è più necessario
dell’ultimo lancio di dadi per imparare a fallire.
Nulla è meno probabile, nulla è più necessario
dell’ultimo lancio di dadi per imparare a morire.
Non chiederò perché, non chiederò chi,
non chiederò cosa, non chiederò verso dove,
ti chiederò soltanto il Come.
Lo sapevamo anche prima, certo, si intende,
lo sapevamo da sempre, ma adesso è a Noi la Scelta.
_____

Lo Specchio Nero, al muro non riflette più immagini: è un mare increspato nero di tenebra. Noi, accalcati l’uno addosso all’altro, siamo costretti a ribaltare il Tavolo per usarlo come una zattera. Dallo Specchio trabocca fuori un Vuoto. Mentre la Taverna crolla tutto attorno, l’imbarcazione di fortuna piega verso il Buco Nero.

La Malora è in atto, Noi alziamo il bavero e andiamo, mantenendo la calma per continuare le manovre. Non vi è nulla di meno probabile, e nulla di più necessario, che scaraventarsi a bordo del tavolo ribaltato contro il gorgo oscuro dello Specchio.

E poi. Non c’è epilogo, non c’è approdo, non c’è salvezza. C’è il rischio di andare a finire a brandelli. Quello che sentiamo è il Suono della Malora, il Suono di qualcosa che si spezza, il rumore delle cose che si sbriciolano, il Suono del nostro tentativo continuo, e ovviamente sempre fallito, di essere liberi. Il Suono della Malora è quello della rottura del ciclo. Del ciclo delle rivoluzioni e delle contro-rivoluzioni, perpetuate nelle stesse illusioni, che ridondano in eterno attraverso il risentimento: Obbedire/Comandare. Rischiare/Fallire. Avere/Perdere. Amare/Gettare a mare

Noi due, Noi quattro, cinque, otto, seicento, Noi ci siamo persi e non abbiamo il tempo di fermarci, né di chiederci dove, perché, chi, o cosa: di risposte non ce ne sono. La sola cosa che sappiamo è cerchiamo un modo per attraversare lo Specchio per trovare un altra posizione: un Come, un Eppure, un Altrimenti. Ma prima bisogna affrontare le ombre che ci seguono anche nello spazio e nel tempo finito. Voltarsi, guardare l’abisso e imparare a morire.

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